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Eliseos SpaceSorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria dell'Eterno s'è levata su te!
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May 24 Wer kennt die christliche UNITY-Akademie Deutschland?
**Wer kennt die christliche UNITY-Akademie Deutschland?** May 08 Prezioso e Vile
Prezioso e Vile C'era una volta, anzi c'è ancora, grazie alla Misericordia di Dio, Eliseo. Eliseo, aveva ricevuto un'Anello d'Oro, non si sa quando; Eliseo aveva ricevuto un bell'Anello d'Oro, massiccio, prezioso, che gli era stato messo al dito. Eliseo, sapeva nel suo intimo, di quel Prezioso, e lo conservava, lo riteneva preziosamente. La sua consapevolezza, già solo per il fatto di essere uomo, polvere, pur essendo viva, non poteva essere di per sè eterna, ma come tutte le cose eterne, di valore, aveva ed ha da essere vivificata agni giorno, ogni istante dalla Parola di Dio, la quale sola dà Vita, Vita Eterna, e in abbondanza. Egli dunque, nel suo pellegrinare, durante la sua fatica, durante il tempo che gli era stato dato da vivere su questa terra, ritenne sempre nel suo cuore, quel prezioso Anello d'Oro, quale simbolo di legame indissolubile, fra lui, e Colui il quale glielo aveva donato, posto al dito. Ma si sa, sotto il sole, il faticare non può che diventare, più si alza il sole, insostenibile. Il cammino, specialmente quando il tempo che hai ricevuto, lo hai ricevuto in un sentiero che passa spesso attraverso il deserto, non può per ragione di cose, che non diventare un camminare tutto il giorno sotto un sole cocente, che ti brucia, ti affatica, e ti rende inguardabile, come bruciato dal sole. L'unica speranza, l'Acqua della Vita! Eliseo, questo lo sapeva bene; Per Grazia infinita di Dio, egli, lo aveva ricevuto inculcato nella mente, fin dai primi giorni, di questa sua fatica; E come è scritto: "Inculca al fanciullo nella mente il Comandamento, Esso, non se ne dipartirà mai dalla sua mente" , così, anche per Eliseo, questo Comandamento non solo non se ne dipartì mai, ma fu il suo sostentamento, tutti i giorni, ogni istante del suo cammino. Ma ahime, anche questo Comandamento, essendo parte di quell'Acqua Viva, ha bisogno, necessita necessariamente di un continuo rinnovamento e rinfrancamento, possibile solo se si attinge costantemente alla Fonte, di quell'Aqua Viva. Ma nel deserto si sa, è dura resistere, e l'acqua, pur essendo Acqua Viva, evapora molto più facilmente e velocemente che altrove; Inoltre, il ricercare quella Fonte, nella quale rinnovare e vivificare le proprie riserve, la propria scorta, si fa di giorno in giono più difficile, fino a sembrare che quella Fonte, sia ormai irraggiungibile. A questo punto, a nulla vale la conoscenza, a nulla il sapere; e il fare, è ridotto solamente ad un trascinarsi, nella sabbia di un deserto ardente. La sola cosa che rimane, la Speranza, e l'ultimo spiraglio di Fede. A quel punto, Eliseo, nel suo deserto, ma con ancora quell'Anello d'Oro al dito, conservato con gelosia sotto il sole, e difeso con forza da quella sua Speranza e quella Fede rimastagli, cedette alla forza e alla calura del sole, a attinse, solo per un attimo, ad un'altra fonte, che pur avendolo accompagnato per tutto il suo cammino, egli aveva con forza ignorato, disprezzato, condannato. Quella fonte, è una fonte d'acqua amara, maledetta, ma sotto l'ardura del sole, e bruciacchiato da esso, Eliseo ne attinse un sorso, ed ecco che, in quell'istante, quel suo Gioiello Prezioso, quell'Anello d'Oro che gli era stato donato e posto al dito, si spezzò, candendo al suolo infranto! Sconvolto, si piegò a cercare di raccoglierne di pezzi, di ricomporlo, invano; Ormai quel Prezioso, non poteva più svolgere la sua funzione, di Anello. Al suo posto, Eliseo si ritrovò un misero, miserabile anello d'argento! Che, come se nulla fosse, infilò al dito, continuando il suo cammino tutto contento, ignorando totalmente ormai, sotto gli effetti di quel piccolo sorso d'acqua contaminata, il valore di quel Gioiello Prezioso, che se pur raccolto, era stato posto semplicemente nella tasca, e al dito, si trovava ormai, solamente del ferro, senz'alcun valore di sorta. Si, Eliseo d'un tratto, trovò un posto ombrato, dai diretti raggi del sole, ma quel posto, come non poteva essere altrimenti, si rivelò essere in una via traversa, e non sul sentiero a lui assegnato da percorrere. A quel punto, tutte le sue vie, diventarono vie traverse, e quell'ombra, invece di dare ombra, amplificava il potere e la potenza di quel sole ardente, che ormai, era deciso a compiere il suo ultimo atto, quello di annientarlo, seccarlo completamente. Eliseo non sa perchè, effettivamente, ma improvvisamente, ecco che quel Signore, che una volta gli aveva messo quell'Anello al dito, venne, e lo trasse fuori, lo trasportò in un attimo, dal deserto, nella Sua Oasi. Evidentemente Eliseo, aveva almeno conservato fino all'ultimo, quella sua preziosa Speranza, e quel lucignolo di Fede! In quell'Oasi, egli si riprese, acquistò vigore; l'Acqua Viva messagli a disposizione, tolse l'amaro dalla bocca, e riportò in vita tutti gli organi principali. A quel punto, Eliseo era tornato in vita, e non poteva restare dal ringraziare in ogni momento, quel suo Signore. Eliseo però, nonostante tutto, non si era ricordato di quell'Anello andato perduto, e cercó dunque di continuare il suo cammino. In questo nuovo percorso, ormai reimmesso sul sentiero assegnato, egli fece un'altra preghiera, preghiera che lo avrebbe legato anch'essa indissolubilmente al suo Signore. Disse: Signore, ora che Sei venuto, postati ti prego davanti a me, come un Leone! Si, come il Leone di Giuda! Prendimi ti prego nelle tue fauci, e ruggisci davanti a me, sul mio cammino, affinchè io sia, io stia al sicuro. La Fede, non mancava certo ad Eliseo, ed ecco che piacque al suo Signore, di fare esattamente quanto gli era stato chiesto. Ecco, adesso Eliseo, aveva e poteva vantare, e lo faceva anche, apertamente, di avere dalla sua parte niente meno che, Il Leone di Giuda, il quale, ruggendo spaventosamente, liberava solo con il Suo ruggito, il sentiero davanti a lui. Era spaventoso! Ma invincibile! Ma Eliseo, avendo al dito ancora quello straccio di anello d'argento, pur essendo protetto e difeso dal Leone di Giuda, era e restava praticamente indifeso, contro se stesso. Ed ecco che, nonostante quel Leone ruggisse, spazzando davanti a lui tutto ciò che si presentava, Eliseo si macchiò di una colpa ancora più grande di quella che fu, allora nel deserto, l'attingere un sorso d'acqua nella fonte amara. Eliseo, quasi disturbato dall'invincibilità e dalla potenza e spavento del Leone di Giuda, gli chiese in cuor suo, nella sua mente, di allentare la presa, in modo di avere così, ancora un po', almeno per un ultima volta, un piccolo spazio per se stesso, per i suoi desideri. Eliseo, nella sua follia, non si rendeva conto di ciò che chiedeva, ma dal momento che non era legato al suo Signore da nessun Anello, ecco che il suo Signore, ordinò al Leone di Giuda di allentare la presa! Come non poteva essere altrimenti, Eliseo si ritrovò d'un tratto, di nuovo a terra, sul sentiero si, ma senz'Anello d'Oro al dito, e senza nemmeno quel Leone Ruggente! Eliseo, ormai accecato dalla sua propria follia, continuò il suo cammino, su quel sentiero, continuando però a tenere ferma, posso dire solo per la moltitudine delle Compassioni di Dio, la sua Speranza e la sua Fede. Ed ecco che arrivato ad un certo punto, ecco che il suo Signore, a questo punto, tenendo solo conto della propria Fedeltà, del proprio Amore, e della Sua propria Parola, non potendo più rivolgersi ad Eliseo, in quanto per già ben due volte lo aveva apertamente rifiutato, ecco che l'Eterno, il Santo d'Israele, assoldò dei pescatori, da ogni parte della terra, e li mandò a ripescare Eliseo, dandogli così probabilmente, l'ultima speranza di salvezza. Questa volta Eliseo, ormai ridotto all'impotenza, dalla sua stessa follia, nonostante la sua Fede, la sua Speranza, la sua Conoscenza, il suo Amore, ecco che questa volta cedette, se non al suo Signore, almeno a quei Suoi servi, a quei pescatori d'uomini da Lui assoldati. Piano piano, egli riapriva gli occhi, rinsaviva dalla propria follia. A questo punto, grazie alla tenacia e alla fedeltà di quei Suoi servitori, Eliseo era stato portato al punto, di poter vedere coi propri occhi, tutte le colpe immense di cui si era macchiato, nella propria follia. Eliseo, aperti gli occhi, si accorse, si ricordò di quell'Anello d'Oro! A questo punto, gli occhi suoi si aprirono, ed egli realizzò che nella sua follia, aveva disprezzato non solo il legame di Sposo o fidanzato che aveva avuto con il suo Signore, ma anche che, con la sua ultima richiesta, aveva sprezzato fin'anche l'Onnipotenza e la Grazia del suo Dio, invitandolo a lasciargli un posto per se stesso, nella sua vita miserabile, mettendo così in catene, non solo il Leone di Giuda, ma addirittura mettendo alla porta, Iddio stesso. Mi chiedo, di quanta follia, può essere capace un uomo? Della semplice polvere si, del fango, che però, è in potere di mettere alla porta persino l'Onnipotente d'Israele! Quanta follia! Ma grazie siano rese al Signore del cielo e della terra, che il Suo Nome è Grande, per tutta la terra, e che tutte le cose, gli sono sottomesse. Grazie anche, all'opera dei Suoi fedeli servitori, i quali per certo, avranno un premio grande, in cielo, ed anche sulla terra. Pace e Grazia a tutti voi, Eliseo
Vielen Dank für den Besuch! / Grazie a tutti per la visita!
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